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	<title><![CDATA[MSNI: La precisione di un orologio automatico, variazioni con caldo e freddo]]></title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 11:15:41 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[La precisione di un orologio automatico, variazioni con caldo e freddo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Al contrario di quanto asseriscano in molti, con il&nbsp;</span><strong>FREDDO</strong><span>&nbsp;l'orologio automatico, tende ad&nbsp;</span><strong>accelerare&nbsp;</strong><span>e NON a rallentare, al contrario con il caldo, si avr&agrave; un leggero rallentamento dello stesso.</span></p>
<p style="text-align: center; "><img src="https://www.hausmann-co.com/wp-content/uploads/2013/05/Diario_xcopertina_caretip_movimLange-1.png" alt="bilancere orologio" width="650" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><br><span>eccovi la spiegazione tecnica</span><br><br><strong>BILANCIERE E SPIRALE&nbsp;</strong><br><br><span>La precisione di un orologio meccanico dipende, oltre che dalla qualit&agrave; del movimento, anche da fattori ambientali, quali le variazioni della temperatura, la posizione in cui l'orologio lavora, gli urti cui &egrave; soggetto, la pressione atmosferica i campi magnetici.&nbsp;</span><br><br><span>Le variazioni di temperatura influenzano notevolmente l'elasticit&agrave; della spirale e di conseguenza la regolarit&agrave; delle oscillazioni del bilanciere.&nbsp;</span><br><span>Per alcuni anni si tent&ograve; di attenuare il problema delle variazioni di temperatura adottando bilancieri bimetallici, tagliati diametralmente.&nbsp;</span><br><span>I metalli impegnati erano l'ottone (all'esterno) e l'acciaio: il taglio consentiva la dilatazione termica dei due semicerchi, e ci&ograve; modificava il momento di inerzia del bilanciere, compensando cos&igrave; le variazioni della spirale di acciaio.&nbsp;</span><br><span>Tutt'attorno il bilanciere aveva poi una serie di microviti, con le quali si poteva bilanciarlo.&nbsp;</span><br><br><span>Un grande passo avanti sulla strada della precisione si ebbe con il&nbsp;</span><strong>bilanciere bimetallico in ottone e in lega di acciaio e nickel.</strong><span>&nbsp;</span><br><span>Grazie a questa realizzazione, dovuta ai primi del 1900 al premio Nobel per la fisica Charles Edouard Guillaume, l'errore secondario (cio&egrave; la differenza fra la marcia di un orologio alle temperatura media diurna e fra la media della marcia alle temperature pi&ugrave; basse e pi&ugrave; elevate) venne ridottoa un decimo di quello abituale.&nbsp;</span><br><br><span>Questa innovazione trov&ograve; applicazioni su molti cronometri da osservatorio, da marina e da tasca, ma a causa del suo costo fu raramente impiegata sui modelli da polso.&nbsp;</span><br><span>Il problema di compensare le variazioni di temperatura venne risolto affidando questo compito non pi&ugrave; al bilanciere, ma alla spirale stessa. Nel 1919 Guillaume e Paul Perret avevano realizzato una lega di acciaio e nickel con aggiunta di cromo e tungsteno che venne chiamata "elinvar" (</span><em>dalla fusione dei termini elasticit&eacute; invariabile</em><span>).&nbsp;</span><br><span>Le spirali di questa lega (</span><em>da cui poi derivano le spirali in metelinvar, nivarox, nivaflex, isoval, durinval</em><span>) non subivano modificazioni apprezzabili di elasticit&agrave; anche a temperature comprese fra i 10 gradi sotto zero e i 30 gradi centigradi e resero perci&ograve; superfluo, essendo autocompensanti, il costoso e delicato bilanciere compensato bimetallico.&nbsp;</span><br><br><img src="https://www.xtremeshack.com/immagine/i135364_finit-rolex.jpg" alt="" style="border: 0px; border: 0px; "><br><br><span>Anche quest'ultimo organo per&ograve; venne perfezionato e, a partire dalla met&agrave; degli anni '30, molti orologi avevano la spirale autocompensatrice e il bilanciere monometallico "Glucidur", cio&egrave; in una lega di bronzo e berillo molto elastica, amagnetica e inossidabile.&nbsp;</span><br><span>Un ulteriore perfezionamento e semplificazione del bilanciere venne realizzato negli anni 50 dalla Patek Philippe, che costru&igrave; il&nbsp;</span><strong>bilanciere "Gyromax"&nbsp;</strong><span>privo di microviti.&nbsp;</span><br><span>La spirale, oltre che per la lega metallica in cui &egrave; realizzata, pu&ograve; variare per la forma.&nbsp;</span><br><span>Due sono i tipi di spirale pi&ugrave; diffusi: quella piatta e quella Breguet. Quest'ultima si riconosce perch&eacute; ha l'ultima spira sollevata e curvata in maniera particolare.&nbsp;</span><br><span>Fu infatti il grande orologiaio svizzero che risolse, con questo accorgimento, il problema delle spirali piatte che, dilatandosi e contraendosi, assumono una forma eccentrica.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Tony Billow</dc:creator>
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